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Saddam continua a dividere l'Iraq

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Saddam continua a dividere l'Iraq

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Un paese diviso, anche di fronte alla condanna a morte di Saddam Hussein. Alla lettura della sentenza in Iraq l’entusiasmo si è mescolato alla delusione. A Dujail il coprifuoco ha posto un limite alle reazioni della popolazione locale. Quanche colpo d’arma da fuoco alle finestre, una gioia controllata nelle case. Il commento alla sentenza di questi due abitanti della città.

“L’impiccagione per Saddam, la morte di questo criminale rappresenta una vittoria per noi, per la nostra città martire”. “Ovvio che sono contento, tutti noi, qui, abbiamo avuto delle vittime tra i nostri familiari. Saddam avrebbero dovuto condannarlo non una ma 10 volte”.

La lettura della sentenza ha fatto esplodere la gioia nelle vie e nelle abitazioni di Sadr City, il quartiere di Bagdad a grande maggioranza sciita. Migliaia di residenti si sono riversati sulle strade per festeggiare la pena capitale per Saddam. Cori, inni contro l’ex dittatore e, anche qui, qualche colpo in aria, senza conseguenze.

Stati d’animo completamente diversi a Tikrit, città natale di Saddam Hussein. Il popolo dei suoi fan, nella città sunnita, ha inscenato manifestazioni di protesta contro la condanna a morte. Nonostante la fine del regime e la sentenza capitale, nelle zone sunnite del paese, il consenso nei confronti dell’ex rais, sembra essere rimasto inalterato.

Sceglie il volto coperto ma parole chiare questo concittadino dell’ex dittatore. “Noi rivogliamo Saddam, tutti qui lo rivogliono. All’Iraq manca uno come lui”. Tra nostalgia e feste improvvisate l’Iraq tenta, faticosamente, di aprire una nuova pagina della sua storia.