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Torsello libero. E spunta il mistero del riscatto

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Torsello libero. E spunta il mistero del riscatto

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Gabriele Torsello libero e, per l’ennesima volta, s’innesca il ping-pong d’insinuazioni e smentite ufficiali sul possibile pagamento di un riscatto da parte delle autorità italiane. Rapito il 12 ottobre scorso in Afghanistan il fotografo pugliese, da anni convertito all’Islam, è presso l’ambasciata italiana di Kabul in attesa del rientro a Roma:

“C’erano dei momenti che dimenticavo di essere in quel posto, dimenticavo di avere le catene” ha detto Torsello. “Poi a un certo punto mi svegliavo e dicevo no, aspetta un attimo, sono ancora qua, incatenato, ci sono questi fuori, che succede ora? Entrano? Mi prendono?”.

Resta per ora la nebbia sull’identità dei sequestratori e sull’effettivo scopo del rapimento. In un primo tempo era stata richiesta la consegna di Abdul Rahman, afghano convertito al cristianesimo che ha avuto asilo politico in Italia. Poi il ritiro delle truppe italiane. Intanto il direttore dei Servizi Segreti Militari Niccolò Pollari dice: “il Sismi ha portato ancora una volta dei fatti, oltre che delle parole”.