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Rischiano 30 anni di carcere i giovani che hanno incendiato il bus di Marsiglia

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Rischiano 30 anni di carcere i giovani che hanno incendiato il bus di Marsiglia

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Quattro minorenni sono stati rinviati a giudizio a Marsiglia per l’incendio di un autobus nel quale sabato sera una giovane passeggera è rimasta gravemente ferita. Di età compresa tra i 15 e i 17 anni, i teppisti sono accusati di aver premeditato il loro attacco alcune ore prima. “Mio figlio aveva un alibi”, grida il padre del quinto degli arrestati. Gli inquirenti gli hanno creduto e il ragazzo è stato rilasciato.

“Quel pomeriggio – sostiene il procuratore di Marsiglia -, un’eccitazione collettiva li ha agitati e hanno deciso di organizzare qualcosa contro l’autobus la sera. E’ stato un po’ per emulazione, un po’ per la voglia di imitare quanto era già accaduto nella regione parigina”.

Un anno prima, in Francia, cominciava la rivolta delle periferie. L’avvocato di uno degli imputati respinge le accuse: “Non penso che siano gli unici responsabili. Anzi sono sicuro che non siano gli autori principali”.

Secondo gli inquirenti non c’era l’intenzione di colpire i passeggeri. La vittima però – una ventiseienne di origine senegalese – è gravemente ustionata e in coma artificiale.

Se riconosciuti colpevoli d’incendio volontario seguito da infermità permanente i ragazzi rischiano fino a 30 anni di carcere. L’ergastolo se la vittima muore.