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Capi di stato africani a Pechino per un summit economico

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Capi di stato africani a Pechino per un summit economico

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L’Africa si trasferisce a Pechino, per un summit di tre giorni che ha richiamato capi di stato e diplomazie di oltre quaranta paesi. L’agenda è economica, ma non solo. La Cina, alla ricerca di risorse energetiche per alimentare la sua crescita economica, vede nei paesi africani, poveri di capitali ma ricchi di materie prime, dei partner privilegiati. E anche alleati preziosi per affermare il suo status di potenza internazionale in seno all’Onu.

La disinvoltura della Cina nell’investire in paesi come il Sudan, chiudendo un occhio sugli standard di trasparenza, non manca di suscitare polemiche. Alle quali il ministro degli esteri di Pechino, Liu Jianchao, risponde così: “In Africa costruiamo scuole e infrastrutture, e siamo considerati partner affidabili. Non vedo che cosa ci sia di male”.

Il volume degli scambi commerciali tra il colosso asiatico e l’Africa supererà quest’anno i 40 miliardi di euro. Nel 2000, non arrivava a nove miliardi. Sono più di 800 le aziende cinesi presenti nel continente africano. Interessate soprattutto a investire in petrolio e minerali. La Cina ha appena raggiunto un accordo preliminare con la Liberia per lo sfruttamento delle riserve di greggio dello stato africano.