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Gran Bretagna, sale il numero degli elettori che vuole il ritiro delle truppe dall'Iraq

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Gran Bretagna, sale il numero degli elettori che vuole il ritiro delle truppe dall'Iraq

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Il dossier iracheno lede alla già logora popolarità di Tony Blair. Sale il numero dei cittadini britannici che chiede il ritiro delle truppe dall’Iraq. Secondo sondaggi recenti, lo vuole piu’ del 61 per cento degli elettori, rispetto al 51 per cento del settembre 2005. E il 45 per cento vuole che il rituro sia immediato.
Per ora, il governo di Londra parla di una “riduzione ragionevole” della presenza militare.
Attualmente in Iraq sono di stanza 7.000 soldati britannici, che presidiano la parte sud del paese. Con l’uccisione di un militare, venerdì scorso, è salito a 120 il bilancio delle vittime dall’inizio dell’invasione, nel marzo 2003.
Ma di fronte all’incessante aumento delle perdite della coalizione, il premier britannico e il presidente americano George Bush non hanno mostrato dubbi sulla necessità di una permanneza in Iraq.
“L’Iraq, la regione, il mondo intero sono un posto migliore e più sicuro senza Saddam”, ha dichiarato il premier britannico, anche dopo la pubblicazione, nel luglio 2004, del rapporto di Lord Butler, che ha messo a nudo le false ragioni del conflitto.
Gran parte del materiale raccolto dall’intelligence britannica era inaffidabile ed era “altamente probabile” che Saddam Hussein non disponesse di armi di sterminio.
La guerra, per ora, continua. Da settembre, 1.000 soldati britannici sono impegnati nell’Operazione Sinbad nell’intento di sradicare gli squadroni della morte estendendo il controllo civico di Bassora. Ma le truppe sono state oggetto di rappresaglie.