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Il Congo si prepara al voto, tra scontri e controlli internazionali.

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Il Congo si prepara al voto, tra scontri e controlli internazionali.

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La Repubblica Democratica del Congo va al voto domani in un clima di fortissima tensione. Violenti gli scontri nella capitale Kinshasa tra i sostenitori dei due contendenti per il ballottaggio Presidenziale, da un lato Jean Pierre Bemba, uno dei 4 vicepresidenti, dall’altro l’attuale Presidente Joseph Kabila che ha ereditato la carica dal padre Laurent.

Per il Congo queste sono le prime elezioni democratiche dopo una guerra civile durata 5 anni e conclusa nel 2002 con 4 milioni di morti. Secondo John Stremlau della Fondazione Jimmy Carter: “Nessuna elezione è perfetta. Questa ha avuto molte difficoltà nel primo turno e ci auguriamo che chi vince sarà generoso con chi perde e che che chi perde accetterà i risultati perchè il paese possa fare un passo in avanti”.

Elezioni blindate quelle in Congo, già dal primo turno lo scorso 30 luglio. Dalla mezzanotte di oggi per 24 ore saranno chiuse tutte le frontiere. Più di un migliaio gli osservatori internazionali dislocati in tutto il Paese che vanno ad aggiungersi agli oltre 17 mila caschi blu. Presenti anche 1200 soldati europei. Presidiato in particolare il Nord-est, in realtà mai pacificato.