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Spionaggio fiscale su Prodi e la moglie. Per il centrosinistra è un Watergate all'italiana.

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Spionaggio fiscale su Prodi e la moglie. Per il centrosinistra è un Watergate all'italiana.

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Un nuovo Watergate per il centrosinistra, solo un gran polverone per l’ex premier Berlusconi. La politica italiana si spacca di fronte alla notizia che il Presidente del Consiglio Romano Prodi e sua moglie Flavia Franzoni sono stati spiati almeno 128 volte per due anni, fino all’8 aprile scorso, giorno delle elezioni. I controlli illegali miravano a verificare l’ammontare della posizione tributaria dei coniugi Prodi per finalità ancora da accertare. I fatti si sono svolti durante il precedente governo.

A chiedere chiarimenti è il leader della Quercia Piero Fassino: “Credo che Berlusconi e Tremonti, dal momento che il caso coinvolge organi dello Stato che erano sotto la loro responsabilità, hanno il dovere di rispondere in Parlamento”.

Gli accessi informatici risultano più frequenti il giorno prima delle elezioni e nelle date di presunte donazioni di Prodi ai figli.

Per il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini: “Non facciamo della dietrologia, non la buttiamo in politica, credo che chi ha a cuore la democrazia deve chiedersi cosa sta accadendo, se ci sono delle responsabilità vanno punite in modo esemplare, e soprattutto bisogna interrogarsi su ciò che serve perchè in futuro non si ripetano fatti del genere”.

Sulla questione sta indagando la procura di Milano. Il caso ha fatto scattare 250 perquisizioni in tutta Italia. Sarebbero coinvolte 130 persone tra cui finanzieri e dipendenti dell’ufficio delle Entrate.

Oltre a Prodi spiati anche uomini di spettacolo e dello sport.