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Il Messico protesta per il via libera degli Stati Uniti alla costruzione del muro al confine tra i due paesi

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Il Messico protesta per il via libera degli Stati Uniti alla costruzione del muro al confine tra i due paesi

Il Messico protesta per il via libera degli Stati Uniti alla costruzione del muro al confine tra i due paesi
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Polemiche e contestazioni dopo il via libera del presidente statunitense Bush alla legge che stanzia i primi finanziamenti per la costruzione del contestato “muro” tra Stati Uniti e Messico. Lunga oltre 1.100 kilometri, da San Diego a San Antonio attraverso l’Arizona, punti caldi dell’immigrazione clandestina, la barriera costerà circa mille e duecento milioni di dollari.

Secondo la Casa Bianca il muro sarà “un passo importante per ridurre il numero degli immigranti illegali che ogni giorno varcano i confini alla volta degli Stati Uniti. La firma, arrivata ieri, è stata fortemente caldeggiata dai repubblicani conservatori anche in vista delle elezioni di metà mandato del sette novembre che vedono il presidente Bush in forte calo di consensi.

Il governo messicano non ha nascosto il suo 6;profondo fastidio6; per la decisione degli Stati Uniti. Questo muro, ha detto il neo elleto presidente Felipe Calderon, mi ricorda quello di Berlino: un gravissimo sbaglio dell’umanità. Questa barriera danneggierà le relazioni bilaterali nel loro insieme e non risolverà in alcun modo il problema dell’immigrazione clandestina”.

A Città del Messico si sono svolte manifestazioni di protesta davanti alla sede dell’Ambasciata statunitense. Numerosi gli slogan e gli striscioni contro il muro considerato come la negazione completa dei diritti umani. I messicani rivendicano il diritto di una vita migliore, magari proprio negli Stati Uniti d’America.