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Clichy sous Bois ricorda Zyed e Bouna a un anno dalla morte

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Clichy sous Bois ricorda Zyed e Bouna a un anno dalla morte

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Clichy sous Bois, alla periferia di Parigi. Una stele è stata esposta davanti a quella che un tempo era la scuola di Zyed e Bouna, i due adolescenti fulminati in una cabina elettrica il ventisette ottobre 2005. A un anno esatto dall’episodio che scatenò la violenza nelle banlieue francesi, un corteo di un migliaio di persone ha marciato in silenzio fino alla cabina dove i ragazzi si erano rifugiati, per nascondersi alla polizia.

Insieme alle famiglie delle vittime, ai loro avvocati e al sindaco di Clichy sous Bois, anche i giovani dell’associazione “Al di là delle parole”, che hanno indossato magliette con la scritta “morti invano”. Per il padre di Zyed, la soluzione al disagio dei giovani delle periferie non passa attraverso le misure restrittive. “Servono posti di lavoro – dice – e centri di formazione”.

La morte di Zyed e Bouna ha convinto la magistratura ad aprire un fascicolo per accertare l’eventuale responsabilità degli agenti di polizia. Ma a Clichy sous Bois la ferita è ancora aperta. “Niente è cambiato – dice quest’uomo – anzi adesso è ancora peggio di prima. Manca la sicurezza, la polizia continua a comportarsi male, è tutto come prima, non è cambiato niente”.

“Dopo quello che è successo un anno fa, i giovani hanno cominciato a rispettare Clichy – sostiene una ragazza – ora chi parla di questo posto sa che qualcosa sta cambiando”. Nell’ultima settimana, le autorità hanno rirscontrato un aumento degli atti vandalici nelle banlieue. L’anno scorso, le violenze si protrassero per più di venti giorni.