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Brasile, ultimi appelli prima del ballottagio per le presidenziali

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Brasile, ultimi appelli prima del ballottagio per le presidenziali

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In Brasile i due candidati al ballottaggio per la presidenza hanno tenuto l’ultimo comizio prima del voto di domenica. A San Paolo il candidato della destra Geraldo Alckmin è tornato ad attaccare il presidente Lula per gli scandali che hanno interessato il partito dei lavoratori.

“Non è possibile che questo Paese continui su questa strada – ha detto Alckmin -. L’economia è alla paralisi. Ma gli scandali sono in aumento. La gente ne ha abbastanza”.

Alckmin è arrivato a sorpresa al ballottaggio e i sondaggi non gli lasciano nessuna speranza. L’ultimo pubblicato ieri attribuisce al presidente uscente il 61% delle intenzioni contro il 39% dell’avversario. Una differenza che se venisse confermata significherebbe il riporto di tutti i voti dei candidati del primo turno su Lula, che da allora ha cominciato a fare il mea culpa.

“Riconosco umilmente di aver commesso degli errori – ha ammesso Lula-. Ma credo con la stessa umiltà che il Paese abbia fatto degli straordinari passi in avanti rispetto all’epoca di governo della destra”.

La popolarità del governo Lula, a quattro giorni dal voto ha battuto un record storico: il 53% delle persone intervistate giudica la gestione del Partito dei lavoratori “ottima” o “buona”. Il 33% la considera “normale” e appena il 15% sostiene che la prestazione dell’esecutivo al potere negli ultimi quattro anni è stata “pessima”.