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Londra limita l'accesso ai lavoratori bulgari e romeni

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Londra limita l'accesso ai lavoratori bulgari e romeni

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La Gran Bretagna non lascia aperte le porte del suo mercato del lavoro a Romania e Bulgaria, che il primo gennaio entreranno a far parte dell’Unione europea. Londra ha annunciato strette limitazioni, anche se si tratta di misure temporanee da rinegoziare tra un anno. E’ comunque un cambio di rotta rispetto al 2004, quando Gran Bretagna, Svezia e Irlanda, erano stati gli unici paesi a non imporre limiti ai lavoratori dei nuovi paesi membri.

“Non ci sarà alcun diritto automatico di venire a lavorare nel nostro paese – dice il ministro degli interni John Reid – Gestiremo il processo gradualmente. Miriamo a raggiungere un equilibrio considerando i bisogni della nostra economia e cogliendo le opportunità la dove manca forza lavoro qualificata”.

La decisione ha suscitato reazioni negative in Romania, mentre la Bulgaria annuncia che potrebbe considerare di applicare misure simili contro la Gran Bretagna.

“Siamo delusi – dice Dimitar Tsanchev portavoce del ministero degli esteri bulgaro – perchè abbiamo relazioni eccellenti con la Gran Bretagna”.

Londra apre solo i settori dell’agricoltura e dell’industria alimentare ai lavoratori non qualificati, che si potranno fermare solo 6 mesi e potranno essere al massimo 20 mila all’anno. Per professionisti e laureati, le quote varieranno in base ai bisogni dell’economia.