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Budapest, disordini a margine delle celebrazioni per i 50 anni della rivolta antisovietica

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Budapest, disordini a margine delle celebrazioni per i 50 anni della rivolta antisovietica

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Scontri tra la polizia e gruppi dell’estrema destra a Budapest, in Ungheria, a margine delle celebrazioni per i cinquanta anni dalla rivolta antisovietica del 1956. Le squadre antisommossa sono intervenute con idranti, gas lacrimogeni e pallottole di gomma, per fermare i manifestanti che tiravano pietre e puntavano sul parlamento.

Secondo fonti sanitarie sarebbero almeno 40 i feriti, nessuno dei quali tuttavia versa in condizioni gravi, mentre un poliziotto è stato accoltellato alla mano.

Il primo ministro Gyurcsany ha difeso l’azione delle forze dell’ordine, ed ha parlando di “dimostranti che hanno preso la capitale in ostaggio”. Accuse alla polizia, invece, dal leader della destra, Orban, che ha parlato di “violenze ingiustificate degli agenti contro pacifici manifestanti”.

Poco lontano dal luogo degli scontri, per tutto il pomeriggio, si erano svolte le celebrazioni ufficiali, alla presenza di numerose delegazioni straniere. Con la deposizione di corone e discorsi ufficiali sono state ricordate le vittime della rivolta – 2800 secondo alcune fonti – e gli oltre 200.000 ungheresi costretti all’esilio.

Momenti di tensione si sono poi vissuti quando alcuni dei manifestanti si sono impadroniti di un carro armato T-34 appartenuto all’Armata Rossa, e lo hanno diretto contro i reparti di polizia, fortunatamente senza conseguenze.

Nella tarda serata la maggior parte dei manifestanti era stata dispersa dalle cariche della polizia, ma per tutta la notte sono proseguiti gli assembramenti.