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Alta tensione in Ungheria dopo le violente manifestazioni anti-Gyurcsany

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Alta tensione in Ungheria dopo le violente manifestazioni anti-Gyurcsany

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I violenti scontri di ieri a Budapest hanno inasprito il confronto politico in Ungheria già avvelenato da un mese di manifestazioni anti-premier. La destra parlamentare e radicale non è riuscita ad ottenere le dimissioni di Ferenc Gyurcsany che in Parlamento ha invece accusato l’opposizione di aver ispirato le azioni violente dei propri sostenitori.

“Il capo dell’opposizione Viktor Orban – ha detto il primo ministro – ha fornito la base ideologica a queste violenze”.

Le autorità hanno ribadito che useranno il pugno di ferro contro i manifestanti. Le commemorazioni del cinquantenario dell’insurrezione anti-sovietica avrebbero dovuto essere un momento di unità per il Paese ma si sono trasformate in occasione di scontro politico.

Le violenze si sono concluse a tarda notte con un bilancio di 167 feriti inclusi 17 poliziotti e un deputato del partito di destra Fidesz. Le forze dell’ordine ha fermato centotrentuno persone.

Le manifestazioni quotidiane sono cominciate il 17 settembre dopo che la registrazione di un discorso del premier a porte chiuse era stata resa pubblica. Gyurcsany aveva detto di aver dovuto mentire agli elettori sulla situazione economica del paese per vincere le elezioni.