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Iraq, ancora morti. Negli Usa pressioni sul presidente Bush per un cambio di strategia

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Iraq, ancora morti. Negli Usa pressioni sul presidente Bush per un cambio di strategia

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Anche nella giornata della fine del ramadan la violenza ha insanguinato l’Iraq. Almeno 44 le vittime irachene in una serie di attentati – il più grave vicino a Baquba, dove sono stati uccisi 15 allievi della scuola di polizia. Altri morti per delle bombe collocate in alcuni mercati del centro di Baghdad.

L’alto potenziale messo in campo dalle guerriglie armate sottolinea l’impasse in cui si trovano gli eserciti occupanti, nei fatti incapaci di controllare il territorio. Nonostante ciò, il cambio di strategia annunciato dal presidente statunitense Bush resta confuso. Il democratico Carl Levin, membro della Commissione Difesa del Congresso, a due settimane dalle elezioni di mezzo mandato, dice che non si può attendere la fine dell’anno per fissare la pietra miliare costituita da un calendario per il ritiro delle truppe. “Qualcosa che” aggiunge Levin, “avremmo dovuto fare da tempo”.

Secondo una inchiesta riservata della Casa Bianca, è analoga l’opinione della stragrande maggioranza degli iracheni che mantengono al primo posto la richiesta del ritiro delle truppe straniere.

L’exit strategy fa discutere anche in Gran Bretagna, dove il governo starebbe per dare 12 mesi di tempo alle autorità irachene per preparare il passaggio delle consegne e avviare il rientro dei soldati; soldati che ieri hanno ricevuto una visita a sorpresa del principe Filippo d’Edimburgo.