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Presidenziali francesi: dibattito sottotono tra i tre possibili candidati socialisti

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Presidenziali francesi: dibattito sottotono tra i tre possibili candidati socialisti

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Dibattito quasi noioso. Le due ore di domande e risposte preconfezionate, di ieri sera, tra i tre pretendenti all’investitura di candidato per le presidenziali francesi della prossima primavera hanno sicuramente interessato i militanti di sinistra ma non certo l’elettore medio. Che ha assisto a un confronto ingessato da regole da scenario politally correct. La regina dei sondaggi, Ségolène Royal, ha portato in dote la sua idea di politica meno centralizzata, più attenta alla vita quotidiana e al cittadino e ha ribadito che le scelte economiche spettano ai francesi.

Il candidato considerato il vero socialdemocratico dei tre è l’ex ministro delle Finanze Dominique Strauss-Kahn, che, rispolverando la sua abilità di fronte alle telecamere, ha ricordato che il suo è un obiettivo sociale e il suo metodo è la democrazia.

Forte del successo ottenuto al referendum per la Costituzione europea, che l’ha visto guidare il fronte del no e che gli è valso un ritorno alla grande sullo scenario politico francese, l’ex premier Laurent Fabius si è erto a paladino del progetto socialista facendo un discorso molto di sinistra e accusando gli avversari di essere troppo vaghi.

In testa ai sondaggi è sempre Ségolène Royal. Ma la presidente della regione Poitou-Charente, che deve affrontare l’ostilità degli elefanti del suo partito, potrebbe alla fine essere castigata dai militanti di sinistra, chiamati a scegliere il loro candidato all’Eliseo fra qualche settimana. Il primo turno delle primarie si terrà il 16 novembre.