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Buenos Aires: scontri durante la traslazioni di Peron

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Buenos Aires: scontri durante la traslazioni di Peron

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32 anni dopo la sua morte Juan Doming Peron continua a infiammare gli animi. A Buenos Aires scontri con spari e lanci di pietre hanno movimentato l’ennesima traslazione, la terza dal 1976, di colui che per tre volte fu eletto presidente dagli argentini. Stavolta i resti di Peron erano diretti dalla tomba di famiglia nel cimitero della Chacarita alla “quinta” di San Vicente, una tenuta alla periferia della capitale, sua residenza durante i finesettimana oggi trasformata in un mausoleo.

Ma proprio nei pressi della destinazione finale alcuni esponenti di sindacati rivali lanciando pietre hanno dato via ai tafferugli. Pesante il bilancio per quella che doveva essere solo l’occasione di una commemorazione:p iu’ di una cinquantina i feriti e l’attuale presidente Nestor Kirchner costretto ad annullare la sua partecipazione. Peron continua dunque ad essere un simbolo forte per l’Argentina dove piu’ di una sessantina di associazioni si ispirano ancora alla sua figura. Il suo mito è vivo insieme a quello della prima moglie Evita morta di cancro all’età di 33 anni.

Socialista e populista, antiamericano e antibritannico, Peron fu tutte queste cose insieme. Diede asilo ai gerarchi fascisti nazisti in fuga dall’Europa ma nella sua Argentina per primo introdusse i sindacati. E oggi tra coloro che reclamano la sua memoria anche una sedicente figlia naturale. Il risultato del test del Dna è atteso nelle prossime settimane.