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Scontro nella metropolitana di Roma. Non è un attentato

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Scontro nella metropolitana di Roma. Non è un attentato

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Prima il boato poi i passeggeri in fuga. Nella metropolitana di Roma, città tra gli obiettivi sensibili del terrorismo islamico, oggi si è temuto il peggio. Ma l’ipotesi dell’attentato è subito sfumata. Due convogli della linea A, una delle due linee in funzione si sono in realtà scontrati nel centro della città all’altezza di Piazza Vittorio. Un morto, una donna di 30 anni, e un centinaio i feriti di cui molti in gravi condizioni.

Uno dei due treni era fermo in stazione quando è stato urtato violentemente da quello successivo che arrivava in velocità.

Escluso l’attentato resta in piedi l’ipotesi di un semaforo non rispettato o per guasto tecnico o per errore umano.

La macchina dei soccorsi è scattata immediatamente e i feriti trasportati all’ospedale San Giovanni e al Policlinico Umberto I.

“Abbiamo sentito un boato, poi la luce è andata via, abbiamo aperto le porte d’emergenza, eravamo terrorizzati perchè non capivamo cosa stesse accadendo”

“Ho visto che il semaforo era rosso. La cosa piu’ spaventosa è che vedevo che stavamo entrando dentro l’altro treno che era fermo proprio davanti a noi.”

Sull’incidente dietro richiesta del ministro dei trasporti Alessandro Bianchi è stata aperta un’inchiesta. L’ipotesi di reato è quella di omicidio e disastro colposi e lesioni gravissime.

Alcune associazioni di consumatori tra cui il Codacons hanno chiesto le dimissioni della società Metro che gestisce l’intera rete.

Il treno che ha causato il tamponamento è di quelli d’ultima generazione. Quei treni che proprio negli ultimi mesi stanno gradatamente rimpiazzando tutta la linea.