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Turchia contro Francia per la legge sul genocidio armeno

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Turchia contro Francia per la legge sul genocidio armeno

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La Turchia protesta contro la Francia. Ad Ankara, manifestanti hanno gettato uova contro il portone dell’ambasciata francese e pronunciato slogan contro la legge, appena approvata a Parigi dall’Assemblea nazionale, che rende la negazione del genocidio armeno un reato penale. La nuova normativa, adottata sotto la pressione della lobby armena in Francia, è stata interpretata come un affronto dai turchi.

“E’ ora legittimo porsi alcune domande non solo in Turchia ma anche altrove, circa i valori dell’Unione europea – ha detto, a Bruxelles, il ministro turco dell’economia Ali Babacan, che è anche negoziatore per l’ingresso di Ankara nell’Unione – . Quali sono i valori fondamentali europei? I diritti? La democrazia? Le libertà? Lo stato di diritto? Quello che è accaduto in Francia non è in linea con questi valori”.

I turchi, già irritati dallo scetticismo francese sull’allargamento dell’Unione europea alla Turchia, l’hanno presa davvero male.
“Dobbiamo rompere qualsiasi rapporto con la Francia – dice un abitante della capitale -. Potremmo anche boicottare i prodotti francesi”.

“Non c‘è alcun genocidio nella storia turca – afferma un altro -. Non possiamo accettare questo, non è vero, è un falso”.
Secondo le autorità armene e alcuni storici, a perdere la vita nel 1915 durante una deportazione di massa dall’Anatolia orientale verso la Mesopotamia furono un milione e mezzo di
armeni. Cifre sempre contestate da Ankara.