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La legge francese sul genocidio armeno rischia di incrinare le relazioni euro-turche

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La legge francese sul genocidio armeno rischia di incrinare le relazioni euro-turche

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La polemica è iniziata dieci giorni fa con la visita di Jacques Chirac in Armenia al monumento che rende omaggio alle vittime del genocidio. E’ stata la prima visita di un capo di stato francese nella piccola repubblica del Caucaso. Accompagnato da una delegazione di armeni, tra cui il cantante Charles Aznavour, il presidente ha invitato la Turchia ad esaminare il suo passato ed ha dichiarato apertamente che Ankara deve riconoscere il genocidio armeno se vuole aderire all’Unione europea. “Un paese diventa piú grande riconoscendo i suoi drammi e i suoi errori”^- ha detto Jacques Chirac.

Ma a Bruxelles la posizione della Francia ha fatto impallidire la commissione, impegnata da un anno nelle trattative per l’ingresso della Turchia. Il presidente dell’esecutivo Barroso ha affermato che l’Europa non deve aggiungere nuovi criteri ad hoc.

“Per quanto riguarda i negoziati con la Turchia- ha precisato la portavoce del commissario per l’allargamento- i capi di stato e di governo europei hanno preso una decisione, e questa decisione non include il riconoscimento del genocidio armeno come criterio per l’adesione”

Secondo Bruxelles, la legge francese rischia di bloccare il dibattito interno in Turchia, in un momento in cui il paese si prepara alla campagna elettorale per le presidenziali e le legislative del prossimo anno. Il nazionalismo potrebbe avere la strada spianata.