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Funerali senza autorità per la giornalista Politkovskaia

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Funerali senza autorità per la giornalista Politkovskaia

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“Un assassinio efferato”: così il presidente russo Vladimir Putin, dalla Germania, ha definito l’omicidio della giornalista Anna Politkovskaia. Ma ai suoi funerali, a Mosca, i rappresentanti del potere non si sono fatti vedere. Al loro posto solo personalità di secondo piano come un viceministro della cultura e un vicepresidente del Senato.

Presenti invece molti amabasciatori stranieri compreso quello statunitense, anche perché Politkovskaia aveva anche la cittadinanza americana. “L’omicidio crudele di una persona così, di una donna, di una madre, è contro la Russia e contro chi vi è al potere – ha detto Putin – Questo assassinio provoca alla Russia e alla Repubblica Cecena, dove ha lavorato, più danni di quanti ne abbiano fatti i suoi articoli”.

Putin accredita dunque anche l’ipotesi del complotto: una morte voluta per suscitare sentimenti antirussi in tutto il mondo. Ma i manifestanti, al suo arrivo a Dresda, lo hanno chiamato “assassino”.

In realtà i mandanti potevano essere i più diversi: oltre a chi pensa al Cremlino, c‘è chi crede a una vendetta del premier ceceno Ramzan Kadirov o magari di qualche generale russo, di cui la giornalista aveva denunciato la corruzione. Chiunque sia stato, molti temono che i quattro colpi di pistola sparati sabato scorso abbiano anche ucciso il giornalismo d’inchiesta russo.