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Nucleare nordcoreano: proteste in Corea del Sud e Giappone

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Nucleare nordcoreano: proteste in Corea del Sud e Giappone

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Rabbia e paura nelle strade di Seul. I sudcoreani sono scesi in piazza per protestare contro l’esperimento nucleare di Pyongyang. Decine di manifestanti hanno gridato slogan contro Kim Jong-il, bruciato bandiere nordcoreane e distrutto modelli di missili. La furia si lega al sospetto che il primo test atomico sia stato effettuato apposta dalla Corea del Nord nel giorno in cui il ministro degli esteri sudcoreano Ban-Ki-Moon è stato ufficialmente indicato dalle Nazioni Unite come successore di Kofi Annan al Segretariato Generale. La tensione è altissima, tanto che Seul ha messo in stato d’allerta tutti i suoi 650mila soldati.

In Giappone intanto il Parlamento ha approvato all’unanimità una risoluzione che esorta la Corea del Nord a rinunciare immediatamente al suo programma nucleare. Un gesto “irresponsabile e senza giustificazioni”, che però – ha assicurato il premier Abe – non spingerà il governo nipponico a riconsiderare il proprio rifiuto delle armi atomiche. “Sono molto sorpresa da ciò che è successo – ammette questa impiegata – e adesso ho davvero un po’ di paura”.

Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite Tokio ha proposto un embargo di tutti i beni e il blocco delle navi e degli aerei provenienti dalla Corea del Nord. In più, ha invocato il capitolo 7 della Carta dell’Onu, che prevede l’uso della forza contro le minacce alla pace.