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La questione nord-coreana al Palazzo di vetro

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La questione nord-coreana al Palazzo di vetro

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Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce oggi per rispondere al nuovo guanto di sfida nucleare lanciato dalla Corea del nord. L’obiettivo finale è riportare Pyongyang nell’alveo del trattato di non proliferazione atomica, convincendo il leader nordcoreano Kim Jong Il a tornare al negoziato che interruppe un anno fa.

Ma intanto, dopo la condanna unanime di ieri, oggi ci sono i primi distinguo. Se gli Stati Uniti e il Giappone spingono per sanzioni nel quadro del capitolo 7 della carta dell’ONU, che prevede anche l’uso della forza, la Cina e la Russia sono contrarie.

Pechino è comunque in grande imbarazzo e, cosa inusuale, ha mostrato pubblicamente irritazione nei confronti del regime di cui è il principale finanziatore. Anche la Cina ritiene che sia vitale mantenere la penisola coreana fuori da una nuova e pericolosa corsa agli armamenti. Pechino avrebbe dunque l’intenzione di inviare un suo rappresentante speciale in Corea del nord, per riportare l’alleato alla ragione.

Dal canto loro i nord-coreani rilanciano, minacciando un nuovo test questa volta con un missile. Il mondo però si interroga sulla reale portata dell’esperimento atomico rivendicato ieri da Pyongyang. Secondo la Corea del sud, dove le manifestazioni contro Kim si susseguono, ci vorranno diversi giorni prima che si possa avere la certezza che quella scoppiata sotto le montagne al confine cinese sia veramente una piccola bomba atomica. C‘è chi ipotizza il bluff di un governo alla disperazione, pronto a giocarsi il tutto per tutto.