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Corea del Nord, sarebbero disastrose le conseguenze di nuove sanzioni

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Corea del Nord, sarebbero disastrose le conseguenze di nuove sanzioni

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La Corea del Nord è uno dei paesi più poveri del mondo. Con un’economia allo sfascio, e già soggetta a sanzioni, Pyongyang sembra non temere la minaccia di nuovi provvedimenti e neppure un più severo isolamento, anche l’alleata Cina sarebbe pronta a voltarle la faccia.

Il test nucleare sarebbe calcolato per Wendy Sherman, ex assistente del dipartimento di Stato americano, sotto Bill Clinton. “La Corea del Nord deve aver fatto questo ragionamento: se andiamo avanti con i test nucleari, ne pagheremo le conseguenze. Ma queste non dureranno a lungo. Noi saremo una potenza nucleare e il mondo dovrà fare i conti con noi”.

L’economia del Paese, essenzialmente industriale, è crollata con la dissoluzione dell’Urss. Oggi Pyongyang non riesce a sfamare i suoi 23 milioni di abitanti. Anche se in luglio il regime di Kim Jong-il ha iniziato a introdurre timide riforme per passare a un’economia di mercato, la situazione resta critica. Destinata a peggiorare, se come annunciato, anche Pechino deciderà di non sostenere più Pyongyang. Il direttore dell’Istituto di studi internazionali dell’Università di Pechino: “Questi due Paesi si sono mossi in direzione opposta. È diventato difficile per entrambi salvaguardare una partnership strategica e rimanere buoni alleati”.

Perché eventuali nuove sanzioni siano efficaci, fondamentale sarà il ruolo non solo della Cina ma anche di Russia e Corea del Sud. Il margine di manovra della comunità internazionale infatti è limitato nei confronti di un Paese già soggetto a restrizioni commerciali.

Ma non tutti credono che una politica punitiva riesca a far abbassare la testa a Kim Jong-il. L’analista Selig Harrison: “Sono stato in Corea del Nord e ho visto che non è sul punto di affondare. È irrealistico l’obiettivo di volere portare il regime al collasso. Il solo effetto che si avrà è di fermare l’apertura di Pyongyang al commercio e agli investimenti esteri”.

A pagare le prime conseguenze saranno piuttosto i due progetti economici inaugurati dopo il 2000 con il riavvicinamento delle due Coree. Si tratta del complesso industriale di Kaesong, situato alla frontiera tra i due Paesi e finanziato con fondi sud- coreani e dell’iniziativa turistica che prevede dei percorsi sulla costa orientale della penisola.
Stando ai quotidiani di Seul, se non ci sarà un passo indietro Pyongyang, gli investimenti saranno sospesi.