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Belgio, ad Anversa l'estrema destra non sfonda. I socialisti diventano il primo partito della città

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Belgio, ad Anversa l'estrema destra non sfonda. I socialisti diventano il primo partito della città

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È l’uomo del giorno in Belgio. Il sindaco di Anversa Patrick Janssens è riuscito in quello che i sondaggi pronosticavano impossibile: fermare l’estrema destra fiamminga. I socialisti alle comunali hanno guadagnato in quattro anni il 15% riuscendo con il 35% a diventare il primo partito della città. Il Vlaams belang, partito nazionalista delle Fiandre dal programma xenofobo, si è fermato al 32%.

Il segreto della vittoria socialista, sottolineano gli analisti politici, risiede nel fatto che il sindaco Janssens, un ex pubblicitario, ha impostato la campagna elettorale sulle cose fatte e da fare per la città piuttosto che sul pericolo dell’estrema destra.

Alla sede del Vlaams belang la delusione è palpabile. Per giustificare questo smacco il leader del partito Philip Dewinter ha lamentato la concessione del diritto di voto agli immigrati. Ma secondo l’ufficio elettorale il voto degli extracomunitari rappresenta solo l’1,6% del corpo elettorale.

“È l’ondata del voto degli immigrati che per la prima volta hanno potuto votare – dice Dewinter -. C‘è stato questo codice della nazionalità molto soft, e il diritto di voto per gli immigrati. Decine di migliaia d’immigrati hanno potuto votare ad Anversa e l’hanno fatto sicuramente per la sinistra e non per il Vlaams belang”.

L’estrema destra che è creciuta di più nei comuni più piccoli delle Fiandre, continuerà a battere sul tasto del pericolo immigrazione in vista delle prossime scadenze elettorali. Nella primavera dell’anno prossimo i belgi voteranno per il rinnovo del Parlamento.