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Airbus, conseguenze a catena a causa dei ritardi

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Airbus, conseguenze a catena a causa dei ritardi

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Il ritardo nel programma di produzione e consegna dell’Airbus 380 sta provocando conseguenze a catena nella rete delle imprese che partecipano al progetto. La britannica Rolls Royce ha annunciato la sospensione, per un anno, della produzione del Trent 900, il motore destinato a equipaggiare il superjumbo europeo. La decisione non comporterà riduzione di forza lavoro né modifica degli obiettivi finanziari.
L’attuale organizzazione della produzione del 380 è molto complessa e coinvolge 16 differenti stabilimenti sparsi in 4 Paesi europei. Dalle varie officine i pezzi vengono assemblati a Tolosa e Amburgo. Il piano messo a punto dall’amministratore delegato di Airbus Christian Streiff per ridurre i costi prevede una semplificazione del sistema, che attualmente comporta varie duplicazioni. L’obiettivo è risparmiare almeno 2 miliardi di euro, anche attraverso il taglio di personale, ma soprattutto grazie a una rivoluzione produttiva che ridurrà il numero di stabilimenti e li metterà in grado di costruire non più singole parti ma aerei interi.
L’americana Boeing non prevede di trarre profitto, nell’immediato, dalla crisi di Airbus: il suo calendario produttivo è infatti già pieno, almeno per i prossimi anni. Ma il gigante statunitense presenta comunque un vantaggio tecnologico complessivo, quantificato in una decina d’anni dallo stesso numero uno di Airbus Streiff. Il nuovo Boeing 787 dovrebe spiccare il volo l’anno prossimo ed entrare in servizio nel 2008.