ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Liberia, la Presidente di un Paese da ricostruire chiede sostegno all'Europa

Lettura in corso:

Liberia, la Presidente di un Paese da ricostruire chiede sostegno all'Europa

Dimensioni di testo Aa Aa

In una visita al Parlamento Europeo, il 26 settembre, la presidente della Liberia, Ellen Johnson Sirleaf, ha rivolto un appello affinché l’Europa faccia di più per aiutare il suo Paese. La prima donna eletta a capo di uno Stato in Africa ha espresso gratitudine per il sostegno ricevuto e ha definito quello con l’Unione Europea un “partenariato chiave”. In una nazione dove quasi l’80 per cento della popolazione è disoccupata e dove le risorse naturali sono state saccheggiate per finanziare la guerra civile, la priorità è quella di dare un lavoro ai giovani.

EuroNews: Nel novembre scorso, la popolazione liberiana le ha dato fiducia eleggendola alla presidenza di un Paese che usciva da 14 anni di guerra civile e che chiedeva di tornare alla stabilità. La Liberia è da molti considerata un test per vedere se la ricostruzione in un Paese africano può funzionare.
Quali ritiene siano, oggi, le sfide principali?

Ellen Johnson Sirleaf (Presidente della Liberia): La nostra sfida più grande è quella di assicurare che i giovani vadano a scuola, ricevano un’istruzione mirata e appropriata, e trovino un lavoro che noi dobbiamo creare per loro. Abbiamo centoventimila ragazzi-soldato che hanno bisogno di essere reinseriti nelle loro comunità. Dobbiamo essere sicuri di avere i mezzi per reintegrarli, perché sono vulnerabili e rischiano di essere persuasi nuovamente a tornare a fare i soldati. Questo, credo, sia il nostro compito maggiore.

EuroNews: L’ex presidente della Liberia, Charles Taylor, sarà portato davanti al Tribunale dell’Aia in aprile. La data è già stata fissata, ma Taylor sarà l’unico a essere processato. Che ne è dei suoi alleati, che da quel che si dice agiscono indisturbati in Liberia?

Ellen Johnson Sirleaf: Taylor non è stato accusato da un Tribunale liberiano. E’ sotto accusa alla Corte Speciale delle Nazioni Unite per i crimini in Sierra Leone e il processo si sta svolgendo in quel Paese. Finora, in Liberia, non abbiamo deciso di istituire un tribunale per i crimini di guerra. Quello che abbiamo deciso è di creare una Commissione per la verità e la riconciliazione. I lavori sono già cominciati. Quando la commissione farà raccomandazioni che potrebbero portare a far emergere la necessità di un qualche sistema di giustizia, a quel momento considereremo quelle raccomandazioni e ci comporteremo di conseguenza.

EuroNews: Da prima donna eletta democraticamente presidente di un paese africano, parla spesso dei diritti delle donne e di pari opportunità. Che cosa si sta facendo per la condizione femminile in un paese come la Liberia, che non brilla per il rispetto dei diritti umani?

Ellen Johnson Sirleaf: Per prima cosa, spero che riusciremo a cambiare questa nostra reputazione. Stiamo cercando di creare un’amministrazione e un governo che rispettino i diritti umani e che non permetteranno che qualcuno li violi. Per la questione femminile, credo che già ora le donne si sentano in una situazione migliore in virtù della carica che io stessa ricopro. Abbiamo designato diverse donne in quelli che io chiamo posti strategici nel governo. Abbiamo appena approvato una legge molto dura contro lo stupro che punisce con l’ergastolo chiunque commetta una violenza sessuale ai danni di una donna. E stiamo portando avanti altre due cose: lanceremo presto a livello nazionale un programma per la scolarizzazione delle donne che oggi lavorani nei mercati, perché imparino a leggere e a scrivere. Inoltre, abbiamo un progetto speciale per l’istruzione delle ragazze giovani.

EuroNews: Un’altra grande questione che riguarda le donne africane è quella della mutilazione dei genitali. Due milioni di donne in Africa subisce questa tortura. Quali sono i suoi sentimenti nei confronti di questa pratica e quale pensa dovrebbe essere il giusto approccio?

Ellen Johnson Sirleaf: Questo è un problema anche nel nostro Paese. E’ una questione culturale e delle nostre tradizioni. Credo che debba essere affrontato attraverso l’istruzione. Dobbiamo cominciare dalle scuole elementari a parlare dell’importanza di non violare l’integrità fisica della donna. Dobbiamo parlare delle conseguenze di questa pratica. Sarebbe, invece, molto dura se regolassimo subito la questione a livello legislativo e imponessimo il cambiamento con una legge.

EuroNews: E’ una pratica che dovrebbe essere punita?

Ellen Johnson Sirleaf: No, è un problema a cui ci dobbiamo opporre. Dobbiamo dire perché è sbagliato farlo, ma dobbiamo anche sapere che siamo di fronte a una pratica che appartiene alla nostra cultura e a una tradizione che è molto radicata nel nostro sistema di vita. Quindi ci vorrà qualcosa di più di una semplice condanna, ci sarà bisogno di cambiare la mentalità attraverso una nuova educazione. Questo è l’unico modo per risolvere definitivamente il problema. Non vogliamo fare e imporre leggi che poi le persone violeranno di nascosto.

EuroNews: Un altro grande fardello in Africa è la diffusione dell’Aids e la riluttanza di alcuni capi di Stato a prendere coscienza del problema. Da dove crede che possa partire un cambiamento?

Ellen Johnson Sirleaf: Dunque. Prima di tutto noi abbiamo riconosciuto che l’Hiv e l’Aids sono problemi sempre più grandi per noi. Il numero di malati di Aids è passato dal 4% della popolazione di pochi anni fa al 10-12% di oggi. Questo è un dato molto preoccupante e per questo stiamo per istituire una Commissione sull’Aids. Abbiamo già presentato una richiesta per ricevere assistenza da parte del Fondo Globale per la lotta all’Aids. I farmaci antivirali sono disponibili soltanto per una parte dei nostri cittadini. Intendiamo procedere su due strade: primo, stiamo cercando di mobilitare gli aiuti. Secondo, stiamo cercando di modificare il comportamento delle persone attraverso campagne educative e informative. Abbiamo messo cartelloni in tutto il Paese e stiamo introducendo misure per la prevenzione nelle scuole. Siamo consapevoli di questo problema e determinati ad affrontarlo.