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La BCE sapeva della vicenda Swift

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La BCE sapeva della vicenda Swift

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In ambito bancario, il trasferimento di dati privati dei clienti crea tensioni tra l’Europa e gli Stati Uniti. Lo scandalo Swift imbarazza anche la Banca centrale europea. La società internazionale per la gestione delle informazioni bancarie che ha sede in Belgio, ha fornito dati privati al Tesoro americano, dopo l’11 settembre.

Il presidente della Banca centrale europea, che fa parte del circuito Swift, si è dovuto spiegare al Parlamento Europeo: “La BCE è venuta a conoscenza delle richieste americane imposte a Swift nel giugno del 2002. Questa informazione- ha detto Jean Claude Trichet- non poteva essere rivelata nè a terzi né al pubblico”.

Per Francis Vanbever, direttore finanziario della società Swift, si è fatto tutto il possibile per rispettare la vita privata dei clienti: “Ogni risposta data alle norme imposte dal Tesoro americano è stata legale, rigidamente controllata e iperprotetta. Era obbligatorio”

Per il governo belga, comunicando dati personali Swift ha violato le leggi del Belgio sulla privacy, ma la società non è stata citata in giudizio perchè si è trovata in una situazione delicata a cavallo tra due legislazioni quella americana e quella belga molto diverse.