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Ha chiesto asilo in Italia il dirottatore turco che voleva parlare al Papa

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Ha chiesto asilo in Italia il dirottatore turco che voleva parlare al Papa

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Voleva chiedere aiuto al Papa per evitare il servizio militare: per questo un giovane turco ha dirottato un aereo chiedendo al pilota di dirigersi verso Roma. I caccia italiani l’hanno invece costretto ad atterrare a Brindisi, dove dopo due ore di trattative si è arreso alle autorità.

Hakan Ekinci, cristiano di 28 anni, era disarmato e aveva fatto credere all’equipaggio dell’aereo di avere un complice tra i passeggeri.

Il procuratore Rosario Colonna ha spiegato: “Lui dice che intende fare determinate dichiarazioni che devono andare al massimo esponente della Chiesa ma non aveva un foglio scritto. Noi abbiamo detto che queste dichiarazioni potrà farle a tempo debito, a verbale, in presenza del suo difensore”.

L’aereo proveniva dall’Albania, dove il giovane aveva inutilmente cercato rifugio. Espulso, al suo arrivo ad Istanbul sarebbe stato arrestato per diserzione.

All’Italia ha chiesto asilo politico perché, come già scritto in una lettera a Benedetto XVI più di un mese fa, in quanto cristiano Ekinci non riesce a vivere in una società musulmana come quella turca. Nessun legame, invece, tra il gesto e la futura visita del Papa in Turchia.

Il dirottatore, che in patria è già stato condannato più volte per truffa e scippo, si è scusato con i passeggeri.