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Giro di vite contro gli interessi georgiani in Russia

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Giro di vite contro gli interessi georgiani in Russia

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Un casinò controllato da georgiani chiuso a Mosca dalle forze speciali della polizia; un albergo frequentato da diplomatici di Tiblisi messo sotto sequestro; mezzo milione di bottiglie di vino georgiano confiscate. Sono solo alcuni dei provvedimenti presi dalle autorità russe nei confronti di cittadini della Georgia, in una nuova tappa dell’escalation di tensione tra i due Paesi. La crisi era cominciata la scorsa settimana con l’arresto in Georgia di quattro agenti russi accusati di spionaggio e poi liberati.
Il presidente Vladimir Putin ha usato oggi espressioni molto esplicite in una riunione, al Cremlino, con i rappresentanti dei gruppi parlamentari.

Riferendosi alla Georgia, ha detto: “Non consiglio a nessuno di parlare alla Russia ricorrendo alla provocazione e alla minaccia”. Rappresentanti del governo hanno gettato altra benzina sul fuoco. Il ministro russo degli esteri Sergei Lavrov ha detto che, per riconquistare le repubbliche indipendenti dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud, Tiblisi sta sostenendo un massiccio riarmo. L’embargo imposto da Mosca sulla Georgia continua a provocare gravissimi disagi conseguenti all’impossibilità di viaggiare tra i due Paesi.

“Sono russa – dice una passeggera bloccata all’aeroporto di Tiblisi -. Sono venuta qui per il compleanno di mio padre. Non posso tornare a casa perché la frontiera è chiusa. Non vogliono nemmeno rimborsarmi il biglietto. E non ho i soldi per comprarne un altro”. I rapporti tra Russia e Georgia sono in crescente deterioramento dall’arrivo al potere a Tiblisi del filo-occidentale Mikhail Saakashvili.