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Airbus. Crisi nera e nuovo rinvio delle consegne dell'A380

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Airbus. Crisi nera e nuovo rinvio delle consegne dell'A380

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Doveva essere l’aereo del futuro, il fiore all’occhiello del consorzio europeo Eads. Ora il rischio è che diventi un aereo fantasma. Il nuovo rinvio delle prime consegne, i problemi tecnici ancora insoluti, i contrasti e la confusione che sembrano regnare ai piani alti dell’azienda sono le tante facce di una crisi che costerà almeno altri 2 miliardi e 800 milioni.

Una voragine che per venire colmata ha obbligato Airbus al varo di un drastico piano di riduzione dei costi quantificabile in 2 miliardi di euro. La ristrutturazione prevede anche una riduzione delle spese di funzionamento e il blocco delle nuove assunzioni. Un ripensamento a 360 gradi delle strategie industriali diventato ormai un passaggio obbligato. Come ha ammesso Christian Streiff “al dilà del piano di consegne stiamo riflettendo al futuro dei nostri diciotto impianti e al modo migliore per garantirlo”

I ritardi stanno creando allarme e preoccupazione tra le compagnie aeree che avevano commissionato i nuovi velivoli. Emirates in testa. La compagnia ha detto di non escludere nessuna ipotesi compresa quella dell’annullamento delle commesse.

Streiff ha cercato di gettare acqua sul fuoco. “Con le compagnie – ha spiegato – abbiamo giocato la carta della trasparenza. Abbiamo spiegato nei dettagli i problemi e comunicato il piano di lavoro e di interventi dei prossimi mesi”. La crisi di Airbus sarà al centro di un incontro che si terrà giovedi a Berlino tra lo stesso Streiff e il ministro dell’economia tedesco Glos. Il governo francese intanto ha confermato la sua fiducia alla direzione del gruppo.