ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Russia-Georgia: la crisi non si placa, malgrado il ritorno a Mosca degli ufficiali arrestati a Tbilisi

Lettura in corso:

Russia-Georgia: la crisi non si placa, malgrado il ritorno a Mosca degli ufficiali arrestati a Tbilisi

Dimensioni di testo Aa Aa

Sono tornati a casa gli ufficiali russi che erano stati arrestati in Georgia perché accusati di spionaggio. Ma il loro rilascio non è bastato a placare le ire di Mosca. Il Cremlino ha ordinato il blocco di tutti i collegamenti con Tbilisi ed ha vietato anche i trasferimenti bancari.

Ad accogliere i militari, ieri, a Mosca, c’era il ministro della difesa Serguiei Ivanov: “Questa non è la prima e non sarà l’ultima provocazione dei georgiani. Andiamo a berci una tazza di thè”. I rapporti fra i due paesi si sono incrinati dopo la cosiddetta Rivoluzione delle rose, nel 2003, che ha portato al potere in Georgia il filo occidentale Mikhail Saakashvili.

In conferenza stampa ieri il presidente ha usato toni molto aspri: “Il messaggio della Georgia al nostro grande vicino russo è questo: quando è troppo è troppo”. Saakashvili ha attivamente cercato l’avvicinamento alla NATO e all’Unione Europea, ciò non piace ai russi che da sempre considerano la Georgia parte integrante della loro sfera d’influenza.

Ieri anche il presidente degli Stati Uniti Bush è intervenuto telefonando al suo omologo russo Putin e chiedendogli di non invelenire la situazione, ma Putin lo ha invitato a farsi i fatti suoi, definendo pericolosi gli interventi di paesi terzi che potrebbero essere interpretati come un incoraggiamento alla Georgia. Inviti alla calma sono giunti anche dall’Unione Europea e dalla Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, che ha gestito la riconsegna dei soldati alla Russia.