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La Georgia rilascia i militari russi, ma la crisi continua

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La Georgia rilascia i militari russi, ma la crisi continua

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Il rilascio degli agenti russi non basta. Mosca ha sospeso tutti collegamenti stradali ferroviari, aerei e postali con la Georgia, nonostante siano stati consegnati all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa i militari russi, all’origine della più grave crisi diplomatica mai scoppiata tra i due paesi.

I quattro agenti, arrestati mercoledì a Tbilisi con l’accusa di spionaggio, sono stati affidati al presidente dell’Osce, il belga Karel de Gucht, e torneranno a casa. Ma le autorità georgiane sottolineano che è un espulsione: i sospetti a loro carico permangono. “Sia chiaro – ha detto il presidente Mikhail Saakashvili – si tratta di solide accuse e di un caso fondato, un caso di spionaggio, sovversione, nel tentativo di destabilizzare il mio paese”.

Le relazioni tra i due paesi si sono incrinate dall’arrivo al potere nel 2004 del presidente filooccidentale Saakashvili. Riprendendo le parole pronunciate da Vladimir Putin domenica, il presidente della Duma lancia accuse. “Le azioni ostili da parte del regime di Saakashvili, che si rivolgono de facto sontro la Russia – ha detto Boris Grislov – sono un passo verso il terrorismo di stato”. A Mosca la gioventù del partito del presidente Putin, manifesta ironicamente: preparando un kit di soldatini da inviare alle autorità georgiane perchè possano giocare alla guerra.