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Turchia, niente riforme niente Europa

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Turchia, niente riforme niente Europa

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Il messaggio che la Commissione europea ha lanciato oggi alla Turchia attraverso il rapporto sui progressi del paese, approvato dal parlamento è chiaro: è necessario che Ankara acceleri il passo per le modifiche richieste affinchè si completato il processo di adesione all’Unione europea entro quest’anno.

Al centro dell’attenzione: la libertà di espressione e di culto, e il rispetto nell’impegno di aprire gli scali marittimi ed aeroportuali alle merci provenienti dalla Repubblica di Cipro, già membro dell’Unione. “I negoziati saranno piu’ lenti del previsto – spiega
Graham Watson, euro deputato britannico -. Il motivo è che la procedura di riforma adottata dalla Turchia è piu’ lenta del previsto cosi’ come la velocità di sviluppo della Costituzione europea.”

Ankara, che ha iniziato le procedure di adesione all’Ue nell’ottobre scorso, ma che non ha ancora completato il processo di riforma, è apparentemente certa della sua irreversibilità. Il premier turco Tayyp Erdogan ha ribadito che il suo governo sta proseguendo sul cammino delle riforme con immutato “entusiasmo”.

“Non occorre mettere condizioni politiche preliminari tra la prospettiva europea e i negoziati d’adesione della Turchia – dice Panos Beglitis, euro deputato socialista greco -. Sarebbe un grave difetto politico, se si cambiassero le regole del gioco in mezzo al gioco. Bisogna che la Turchia si riconcilii con il proprio passato storico”. La Commissione europea renderà pubblico un rapporto sui progressi della Turchia il prossimo 8 novembre, ma gli osservatori temono che non sia favorevole alle aspettative del paese.