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Tra commozione e incitamento Blair dà l'addio ai Laburisti

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Tra commozione e incitamento Blair dà l'addio ai Laburisti

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Per Tony Blair è stato il giorno dell’addio come leader. La sola eredità che voglio lasciare – ha detto al congresso di Manchester – è una quarta vittoria laburista alle elezioni. Dopo esser stato costretto da una fronda all’interno del partito ad annunciare la sua partenza entro un anno, questa volta la platea dei delegati è stata unanime nel salutarlo. Il primo ministro, che resterà in carica ancora qualche mese, ha dispensato i suoi consigli: “Sta a voi accettare o meno i miei suggerimenti, ma qualsiasi cosa facciate io sarò sempre con voi, con la testa e con il cuore. Devo a voi tutto quello che ho ottenuto per me e per il Paese. Il prossimo anno non sarò qui a tenere questo discorso ma negli anni a venire, dovunque sarò, qualunque cosa mi troverò a fare, sappiate che sono con voi. Vi auguro tutto il meglio, voglio che vinciate: siete il futuro ora.”

Poi sette lunghi minuti di applausi. Gordon Brown è pronto a raccogliere il testimone ma non è il solo. Anche il ministro dell’istruzione Alan Johnson figura tra i pretendenti, ma lui preferisce cambiare discorso “Questa settimana serve a concentrarsi sul partito, sulle politiche per il Paese, non per concentrarsi su se stessi e il proprio futuro”.

Ultimo omaggio, per tentare di mettere a tacere le voci di dissidi con il successore designato, Tony Blair ha dichiarato: “Non avremmo mai vinto le elezioni tre volte di seguito senza Gordon Brown, è un uomo eccezionale”.