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Mosca tiene sulle spine le grando compagnie energetiche straniere presenti sul suo territorio

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Mosca tiene sulle spine le grando compagnie energetiche straniere presenti sul suo territorio

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Minacce e rassicurazioni. La Russia tiene sulle spine le grandi compagnie energetiche straniere impegnate nella costruzione di mega-impianti per l’estrazione di petrolio e gas in Siberia e nella regione Artica. Il presidente Putin ha chiesto al suo governo il varo di misure coercitive nei confronti delle aziende che non rispettano i contratti stipulati con Mosca. Il ministro per le risorse naturali Troutnev gli ha fatto eco puntando il dito in particolare contro il gruppo britannico Shell impegnato nella costruzione del gigantesco sito sull’isola di Shakalin che dovrebbe affiancare l’impianto già esistente sfruttato da Exxon Mobil.

A moderare i tono ci ha pensato invece il ministro degli esteri Lavrov escludendo in lodo categorico un possibile ritiro delle licenze già concesse. L’ inedita sensibilità per i problemi ambientali esibita da Mosca nasconderebbe in realtà per molti osservatori il tentativo di riengoziare i contratti siglati negli anni 90 e di riequilibrare le concessioni a favore delle imprese nazionali.