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L'Ucraina ricorda il più grave massacro di ebrei

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L'Ucraina ricorda il più grave massacro di ebrei

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Sessantacinque anni dopo, l’Ucraina ha ricordato il massacro di Babiy Yar, uno dei più tristemente celebri della seconda guerra mondiale. Su una gola alla periferia di Kiev, i nazisti trucidarono 34 mila ebrei in soli 2 giorni: il 29 e 30 settembre 1941. Il presidente ucraino Viktor Yushenko e quello israeliano Moshe Katsav hanno aperto insieme le cerimonie di commemorazione sul luogo del massacro.

Alle celebrazioni hanno partecipato anche il presidente croato Stipe Mesic e quello montenegrino Filip Vujanovic, oltre a delegazioni di una quarantina di Paesi. Cerimonie religiose si sono svolte secondo i riti cristiano, ebraico e musulmano.
Qualche giorno dopo l’occupazione di Kiev, i nazisti chiamarono a raccolta gli ebrei. Sembrava una deportazione. Invece li ammazzarono tutti con le mitragliatrici e ne seppellirono i corpi in una fossa comune. Da allora, Babiy Yar divenne luogo di esecuzioni per tutta la durata del conflitto: oltre agli ebrei, vi vennero sommariamente uccisi zigani, membri della Resistenza e prigionieri di guerra sovietici. In Ucraina vive attualmente una comunità ebraica di circa 400 mila persone, una delle più grandi del mondo dopo quelle israeliana, statunitense, russa e francese.