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Ungheria, continua la protesta ma la piazza si divide

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Ungheria, continua la protesta ma la piazza si divide

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All’inizio della seconda settimana di proteste contro il governo ungherese, un gruppo di manifestanti presenta una petizione per un’assemblea costituente. Ma non è una dimostrazione di forza, al contrario: viene considerato come un segno che la compattezza della protesta si va incrinando. La piazza, infatti, non ha condiviso l’iniziativa.

La parola sta per passare alla politica tradizionale, con le elezioni amministrative di domenica prossima che diranno, con la forza dei numeri, quanto l’immagine del premier socialista Ferenc Gyurcsany sia stata rovinata dallo scandalo della registrazione audio in cui lo stesso primo ministro ammetteva bugie nei confronti dell’elettorato.

L’opposizione conservatrice affila le armi preparandosi a chiedere le dimissioni del governo a seconda dell’esito elettorale.
Nonostante le divisioni, il sit-in nella piazza Kossuth, teatro di manifestazioni durante la rivolta del 1956, continua, dopo il grande raduno della notte tra sabato e domenica.