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L'Eta non ha intenzione di deporre le armi fino all'indipendenza del Paese basco.

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L'Eta non ha intenzione di deporre le armi fino all'indipendenza del Paese basco.

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Sei mesi dopo l’annuncio del cessate il fuoco permanente l’organizazzione separatista basca Eta afferma di non voler rinunciare alle armi fino a quando il Paese basco non otterrà l’indipendenza. È quanto scritto in un comunicato letto da un membro incappucciato dell’Eta durante una commemorazione per “i combattenti baschi caduti”. L’organizzazione torna ad alzare i toni, affermano gli specialisti della questione basca, per fare pressione sul governo spagnolo nel momento in cui il processo di pace voluto dal premier Zapatero sembra indebolito.

Un dirigente del partito fuorilegge Batasuna, braccio politco dell’Eta, è tornato a chiedere impegni precisi alle forze politiche di Madrid: “Noi c’impegnamo a dialogare per cercare di risolvere la crisi politica attuale. Questo non possiamo farlo da soli. C‘è bisogno di un’attitudine positiva, costruttiva e responsabile di tutte le forze politiche e in particolare del governo spagnolo guidato dal partito socialista”.

Pronta la risposta del capo del governo. Da Barcellona, dove è andato a sostenere i socialisti catalani impegnati nelle campagna per le regionali Zapatero ha mandato un segnale di fermezza: “Le regole del gioco sono chiare: legalità e pace significano assenza di violenza, violenza di ogni tipo”. La ripresa della violenza urbana attribuita a giovani militanti indipendentisti da fine agosto ha provocato un innalzamento della tensione. L’Eta ha comunque fatto sapere che il cessate il fuoco per il momento non è in discussione.