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Geoff Hoon: "i britannici non sono mai stati tanto europei"

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Geoff Hoon: "i britannici non sono mai stati tanto europei"

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Le relazioni tra Gran Bretagna e istituzioni europee non sempre sono state armoniose. Ma Londra si è pero’ sempre espressa a favore dell’allargamento dell’Unione ai paesi dell’est. Romania, Bulgaria ma anche Turchia. Prima del congresso annuale del Labour il ministro per le relazioni con l’Europa Geoff Hoon si è concesso ai microfoni di Euronews. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni sul prossimo addio di Blair al governo ma ha volentieri discusso di tematiche europee.

EuroNews: La politica di apertura verso i migranti provenienti dai nuovi paesi membri scelta a suo tempo dalla Gran bretagna sembra aver subito un colpo di freno. Come vi comporterete nei confronti di Bulgaria e Romania che dal prossimi gennaio entreranno a far parte dell’Unione?

Geoff Hoon: Penso che colpo di freno sia un espressione troppo forte. I titoli dei giornali quest’estate non sono stati molto teneri nei nostri confronti. Ma il nostro paese continua ad appoggiare con convinzione i nuovi paesi che aderiscono all’Unione. Dobbiamo pero’ tenere conto della situazione del mercato del lavoro e ogni paese dovrebbe, penso, fare lo stesso.
EuroNews: Potete fornire rassicurazioni a chi sente che il proprio posto di lavoro è minacciato dall’ondata di nuovi arrivi di lavoratori dei paesi dell’est?
Geoff Hoon: Abbiamo avuto un forte afflusso di persone provenienti da paesi come la Polonia arrivate qui per un limitato periodo di tempo. Gente che non necessariamente vuole installarsi definitivamente nel nostro paese ma intende lavorarvi per fare esperienza e mettere da parte somme di denaro prima di rientrare. Non ci sono elementi per dire che questo flusso minacci il lavoro di chi già vive in Gran bretagna. L’unica soluzione è estendere a tutti le regole da noi scelte per regolar eil mercato del lavoro, estenderle anche a chi risiede da noi per un periodo transitorio.

EuroNews: I negoziati con la Turchia per l’adesione all’Unione sono cominciati un anno fa. Il mese prossimo la Commissione dovrebbe presentare una relazione sul tema in cui i passi avanti compiuti da Ankara vengono giudicati ancora troppo limitati. L’ostilità nei confronti dell’entrata della Turchia sembra in costante crescita. Cosa intendete fare per contrastare questa tendenza?

Geoff Hoon: C‘è ancora un certo entusiasmo riguardo all’ingresso della Turchia nell’Unione. E’ ovvio è importante che la Turchia tenga fede agli obblighi riguardanti i futuri paesi membri. Noi vogliamo che il negoziato si concluda con successo ma perchè cio avvenga Ankara chiaramente deve rispettare le regole base dell’Unione Europea.

EuroNews: Avete detto che la prospettiva di una futura Turchia europea desta ancora entusiasmo. L’entusiasmo pero’ pare davvero minore di un anno fa anche nella stessa Turchia. Non crede?

Geoff Hoon: Penso ci siano state effettivamente delle prese di posizione critiche anche su alcuni giornali turchi rispetto all’ingresso dell’unione e rispetto a cio’ che quest’ingresso implicherebbe. Ma negli incontri che ho avuto anche con membri del governo turco non ho notato nessun calo d’entusiasmo rispetto alla prospettiva di una occidentalizzazione e modernizzazione del paese sviluppata nell’ambito comunitario

EuroNews: Avete detto che esiste un problema di immagine per l’Europa in Gran bretagna. Cosa intendete fare per migliorare quest’immagine?

Geoff Hoon: Penso che sia importante rimettere in questione le certezze acquisite dalle generazioni precedenti. Penso che dobbiamo mostrare le conseguenze, le prospettive che l’Unione europea rende possibili e farlo giorno dopo giorno, quotidianamente. In termini pratici l’opinione pubblica britannica non è mai stata cosi ben disposta nei confronti dell’Europa come oggi. Cosi europea nei fatti. Lavoriamo per compagnie e gruppi che operano all’interno del mercato unico, viaggiamo nei paesi vicini per turismo, molti nostri concittadini comprano case e vanno ad abitare in questi paesi.

EuroNews: Penso pero’ si debba ammettere che la Gran bretagna ha un problema irrisolto con l’Unione europea, viene percepita come paese euroscettico. Cosa si puo fare per cambiare registro?

Geoff Hoon: Non mi sembra che si possa ancora dire questo. Dando un’occhiata ai giornali britannici è vero che spesso i toni sono acidi nei confronti di Bruxelles ma non piu che in altri paesi. Ero membro del Parlamento europeo ai tempi di Margaret Thatcher. Allora si effettivamente gli interessi della Gran Bretagna non collimavano con quelli europei. Ma con Blair le cose sono andate diversamente. Il premier ha fatto si che la voce britannica venisse ascoltata in Europa sposando gli obiettivi comuni alla costruzione europea. Allo stesso tempo ha difeso gli interessi nazionali nell’ambito di questo processo di avvicinamento.

EuroNews: Gordon Brown recentemente ha detto di voler promuovere il principio della britannicità. Come si concilia questa presa di posizione con l’impulso da dare alla costruzione europea?

Geoff Hoon: Non penso che le due cose si debbano per forza elidere. Ho sempre pensato che si possa essere….io ad esempio vengo da Derby East Midlands. Tifo per il Derby County quando vado allo stadio ma tifo anche per la nazionale inglese quando gioca la nazionale. Penso che la gente possa sentirsi bene anche avendo identità multiple. Non penso sia un problema e non penso si debba per forza scegliere si puo essere due o piu cose alla volta.

EuroNews: La sensazione è che l’Europa si trovi di fronte a un bivio. Che debba scegliere tra un modello, diciamo, sociale, alla francese e un modello di tipo anglosassone. Secondo lei che direzione prenderà?

Geoff Hoon: E’chiaro.Alcuni paesi sottolineano piu di altri l’importanza del ruolo statale e del governo, il loro ruolo di indirizzo e controllo dell’attività economica. Abbiamo diversi approcci. Noi pensiamo che si possano trarre vantaggi sia dall’esistenza e dal rafforzamento del mercato unico europeo sia dai processi di globalizzazione. Penso che l’Europa debba seguire la stessa tendenza e mi sembra che l’approccio scelto dalla Commissione in tema di ricerca, investimenti e politiche di sviluppo sia esattamente lo stesso che abbiamo scelto noi in Gran Bretagna.

EuroNews: Grazie Mister Hoon. Molte grazie.