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Basescu: con la Romania nell'Ue, la stabilità del Mar Nero diventa un problema comunitario

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Basescu: con la Romania nell'Ue, la stabilità del Mar Nero diventa un problema comunitario

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Le cancellerie occidentali non hanno nulla da temere: i rumeni non arriveranno in massa in Europa dopo il primo gennaio 2007, data probabile dell’adesione della Romania all’Unione Europea. Ai microfoni di EuroNews il Presidente Traian Basescu parla delle sfide dell’Europa allargata le cui frontiere orientali si spostano verso il Mar Nero e auspica il rafforzamento delle relazioni fra Unione Europea e Stati Uniti.

Euronews: Signor Presidente, non pochi cittadini dell’Unione Europea si aspettano che dal gennaio 2007 i rumeni invadano le strade delle loro città. Come se lo spiega?

Traian Basescu: Dal nostro punto di vista, il timore di una invasione rumena non ha fondamento. Quanti volevano lasciare il Paese praticamente sono già partiti. In questo momento la Romania stessa fa i conti con una carenza di mano d’opera.

Euronews: L’appartenenza all’Unione Europea mobilita i Paesi candidati soprattutto durante la fase che precede l’adesione. Poi, l’entusiasmo scema e si comincia a intravedere lo scetticismo, “l’euro-scetticismo”. I rumeni sono davvero coscienti di quel che implica l’adesione?

Traian Basescu: Siamo stati molto prudenti nel nostro ruolo di politici e in maniera costante abbiamo avvertito i rumeni del fatto che entrare nell’Unione Europea non significa nè sviluppo del Paese da un giorno all’altro nè il raggiungimento di un livello di produttività comparabile con quello di Germania, Francia, Olanda o altri membri dell’Unione. Ma, pur in tali condizioni, se si guardano i sondaggi, i rumeni restano fra i più ottimisti riguardo l’adesione all’Unione.

Euronews: Si, ma siamo ancora nella fase di “pre-adesione”…

Traian Basescu: Certo, ma i rumeni sanno già che dopo l’entrata comincia il processo d’integrazione, che ha dei costi, così come sanno che dopo l’adesione avranno, tutti quanti, la possibilità di assicurarsi una prosperità nel quadro del sistema legislativo, economico e sociale dell’Unione.

Euronews: Crede che l’adesione della Romania all’Unione Europea modificherà la geopolitica della zona circostante il vostro Paese? E se si, in quale direzione?

Traian Basescu: L’adesione di Romania e Bulgaria porta, per la prima volta, le frontiere dell’Unione fino alle rive del Mar Nero. I problemi dello spazio allargato del Mar Nero non saranno più un problema esclusivo della Nato ma diventeranno un problema politico esterno dell’Unione Europea. Un preblema esterno delicato. Un problema che trasforma l’Unione Europea in uno degli attori principlai dello spazio allargato del Mar Nero, sia che si parli dei conflitti “congelati”, ad uno stadio latente – ci sono almeno 4 punti di tensione a Nord Est del Mar Nero – o del traffico d’armi, o del traffico di droga che utilizza lo spazio allargato del Mar Nero come snodo di smercio della droga dell’estremo oriente verso gli Stati dell’Unione Europea. Sulla base di un altro ordine d’idee, la Romania sosterrà, questa volta dall’interno dell’Unione Europea e non solo dall’esterno, l’analisi del processo d’inclusione, d’accettazione per così dire, a medio termine, nell’Unione Europea, dei Paesi dei Balcani dell’Ovest e della Moldavia (Repubblica Moldova, ndr).

Euronews: In che modo l’entrata in Europa della Romania cambierà le relazione del Paese con la Nato?

Traian Basescu: Dopo l’entrata nell’Unione Europea, la nostra politica estera si adeguerà alle realtà dell’Unione Europea, il che significa in primo luogo al bisogno di avere il più presto possibile una Carta Costituzionale ratificata. Questo ci permetterà di avere se non altro, all’interno dell’Unione, una politica estera unitaria e una politica di sicurezza unitaria. In più, in quanto Stato membro dell’Unione Europea, sosterremo in maniera continuativa, a partire dalle nostre personali analisi, la necessità di una …. relazione transatlantica estremamente solida. E’ difficile immaginare una Europa che si divida dagli Stati Uniti. Ma del resto è altrettanto difficile immaginare una potenza come gli Stati Uniti d’America che si separa dall’Europa. Secondo le nostre valutazioni, siamo raticamente “condannati” a un forte legame transatlantico.

Euronews: Parliamo del partenariato strategico della Romania con gli Stati Uniti. La storia dei voli e dei detenuti segreti della Cia ha fatto male all’immmagine del Paese. Secondo lei l’appartenenza alla Nato è più importante dell’appartenenza a un circolo di nazioni europee, il Consiglio d’Europa, preoccupato del rispetto dei diritti umani?

Traian Basescu: Sono entrambe di vitale importanza. Sa, un Paese la cui frontiera Est è rappresentata dall’Oceano Atlantico giudica la sicurezza nazionale diversamente rispetto a uno Stato che ha come frontiera il Mar Nero, con tutti i problemi legati a quello spazio. Stiamo parlando del bisogno di sicurezza di uno Stato che si trova circondato non dai Paesi più democratici del mondo. Ma i due approcci – quello della Nato e quello del Consiglio d’Europa – non hanno nulla a che vedere con la storia dei voli segreti per la quale la Romania è stata ed è tutt’ora sospettata. Abbiamo aperto le porte del nostro territorio, delle nostre basi aeree e militari a tutti coloro che volevano verificare quanto accade nei luoghi evocati durante questa polemica.