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Ue: non c'è accordo sulla cooperazione giudiziaria e di polizia

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Ue: non c'è accordo sulla cooperazione giudiziaria e di polizia

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Un’Europa che discute ma non si mette d’accordo quella dei Ministri dell’Interno e della Giustizia oggi riuniti per il secondo giorno al vertice informale di Tempere, in Finlandia. E’ finito con un nulla di fatto il tentativo d’abolire il diritto di veto dei singoli Paesi in materia di cooperazione giudiziaria e di polizia. Secondo il Vice presidente della Commissione Europea Franco Frattini “non è possibile restare paralizzati in attesa di una Costituzione che personalmente” ha detto Frattini “spero venga rilanciata e alla fine approvata”.

L’ipotesi di passaggio al voto a maggioranza qualificata – che permetterebbe di sbloccare decisioni in settori chiave come la cooperazione fra procure e forze dell’ordine, agevolando ad esempio la lotta al terrorismo – è osteggiata dalla Germania cui si accodano Gran Bretagna, Irlanda e altri Paesi riluttanti ad abbandonare il proprio diritto di veto.

Nuova spaccatura dopo che ieri era stato affrontato il tema dell’immigrazione clandestina. I Paesi maggiormente interessati dai flussi migratori -Italia, Malta, soprattutto la Spagna – hanno ricevuto una solidarietà nominale. Ma nessun aiuto concreto. Austria, Olanda, Germania in particolare sembrano condividere la linea del ministro dell’Interno francese Nicolas Sarkozy: gli Stati che hanno proceduto a regolarizzazioni massive – aveva detto Sarkozy due settimane fa – non possono lamentarsi dell’attuale situazione.