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Un'altra notte di proteste a Budapest

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Un'altra notte di proteste a Budapest

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Nuova notte di scontri a Budapest, nel terzo giorno di protesta contro il premier socialista Ferenc Gyurcsany, che ha ammesso d’aver mentito agli elettori sui risultati della sua politica economica e il programma di governo. Teatro la piazza Kossuth, davanti al Parlamento ungherese, uno dei principali luoghi della rivolta del 1956 contro l’occupante sovietico. I manifestanti, qualche centinaio nel pomeriggio, sono diventati almeno 10 mila in serata. Quando il clima, inizialmente calmo, è diventato più acceso, la polizia, meglio organizzata rispetto alla notte precedente, ha compiuto diverse cariche e effettuato arresti.

Nonostante gli scontri e l’incendio di alcune autovetture, il bilancio è meno pesante rispetto al giorno prima, quando almeno 150 persone sono rimaste ferite. E’ rimasta chiusa la Piazza della Libertà, circondata da un cordone di sicurezza, dove la notte precedente era stato preso d’assalto il palazzo della televisione pubblica che aveva trasmesso il nastro che ha inchiodato il premier. La folla brandiva bandiere con le insegne nazionali, alcune con i vessilli patriottici del 1948 e addirittura di prima del 1918. Ma i riferimenti degli oratori da un improvvisato palco sono stati tutti alla ribellione antisovietica del ’56.