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Yanukovich: Ucraina ponte tra Russia ed Europa

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Yanukovich: Ucraina ponte tra Russia ed Europa

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Viktor Yanukovich, candidato nel 2004 alle presidenziali ucraine e battuto da Viktor Yushenko, l’eroe della rivoluzione arancione, ha fatto il suo ritorno sulla scena politica. Dalla porta principale. Alla fine di luglio è stato nominato primo ministro. Grazie alla riforma costituzionale, esercita poteri importanti che una volta spettavano al presidente. Questa settimana ha incontrato le istituzioni europee.

Euronews: Come giudica il suo ritorno sulla scena politica ucraina? Lo considera una rivincita?

Yanukovich: “Penso di non aver mai lasciato la politica, in un certo senso è come se avessi appena cominciato. Il mio vero ingresso in politica è coinciso con le elezioni presidenziali. E ho cominciato facendo opposizione. Credo che un politico che non ha mai fatto opposizione in realtà non diventerà mai un vero politico”.

Euronews: Con chi è piú facile lavorare? Con Leonid Kuchma o con Viktor Yushenko?

Yanukovich: “Nel sistema politico che ha preceduto la mia elezione a primo ministro, avevamo un esecutivo estremamente debole. E un presidente sempre sulla corda, come un campione di ginnastica, strattonato dal governo in una direzione e dal parlamento dall’altra. E lo Stato, il popolo, ne hanno pagato le conseguenze. Esercitare il potere era impossibile”.

Euronews: La politica estera e interna dell’Ucraina è cambiata a causa dell’uscita dal governo di una componente della rivoluzione arancione, sostituita dal vostro partito, quello delle regioni? Cosa deve aspettarsi l’Europa da questo cambiamento?

Yanukovich: “Sono sicuro che la rotta non è cambiata. Ció che cambierà e cambierà sostanzialmente sarà la nostra strategia. Diventerà piú concreta, piú dinamica. Il nostro compito è fare tutto il possibile per avere una politica stabile. E le riforme che stiamo introducendo serviranno a questo scopo. Perchè per la prima volta dall’indipendenza noi abbiamo un meccanismo che consente a parlamento e governo di collaborare. I fatti del 2004 hanno dimostrato che la gente non ne poteva piú. Perchè troppe cose negative si sono sommate. Questa è la ragione per la quale la gente ha voluto cambiare. Tutti, sia quelli che hanno sostenuto la rivoluzione arancione che quelli che si sono schierati con il mio partito”.

Euronews: La formula “due Viktor per un solo paese” presuppone reciproche concessioni tra lei e Yushenko. Che cosa è disposto a concedere?

Yanukovich: “Entrambi abbiamo dovuto ammettere gli errori commessi negli ultimi due anni. Ci è costato lunghe trattative, anche notturne, che ci hanno portato all’accordo. Sono piú le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono. Per questo ci siamo coalizzati. Non era possibile continuare a farci la guerra per sempre. Alla fine abbiamo fatto pace. Qualcosa, certo, abbiamo dovuto concederlo. Entrambi”.

Euronews: Per entrare nell’Unione europea l’Ucraina deve prima aderire all’Organizzazione mondiale del commercio, come vi ha suggerito Bruxelles. A che punto è la trattativa?

Yanukovich: “Siamo alla fase finale. Dobbiamo firmare ancora due protocolli, rispettivamente con Kirghizistan e Taiwan. E dobbiamo introdurre nella nostra legislazione i 21 punti previsti dall’accordo. Tutto questo deve essere fatto al piú presto” Sta arrivando l’inverno. Si ripropone il problema delle forniture di gas russo all’Ucraina e all’‘Europa.

Euronews: Molti credono che ora sará piú facile trattare con Mosca. Che cosa avete già ottenuto?

Yanukovich: “Non vorrei ritornare su questo delicato argomento ma devo farlo. Bisogna considerare in quale contesto furono prese le decisioni, nel 2005 e in parte nel 2006. La decisione non è stata la migliore possibile. Coloro che hanno affrontato il problema del gas non avevano la competenza per farlo. Quella gente non avrebbe dovuto prendere decisioni al riguardo. Hanno scelto di modificare l’accordo tra Ucraina e Russia che prevedeva gas a basso costo in cambio dell’utilizzo delle nostre condutture. Chi ha fatto tutto questo è stato il governo di Yulia Timoshenko. La Russia, ovviamente, ha reagito. Tutti sanno come la storia sia finita. Il nostro governo ha ripreso in mano il problema, ha riattivato le relazioni con la Russia, rimosso tutti gli ostacoli che impedivano un accordo economico di reciproca mutalità. Un altro problema è la stabilità delle forniture di gas verso l’Europa. Come dobbiamo garantirle? Collaborando. Insieme dobbiamo iniziare a immagazzinare nei depositi ucraini 24,7 miliardi di metri cubi di gas. L’Ucraina deve essere il ponte nelle relazioni tra Europa e Russia.