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"Non c'entriamo con l'attentato di Diyarbakir". Il Pkk smentisce le ipotesi della polizia turca

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"Non c'entriamo con l'attentato di Diyarbakir". Il Pkk smentisce le ipotesi della polizia turca

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Il PKK, il partito dei lavoratori del Kurdistan, nega ogni coinvolgimento nello scoppio che ieri sera a Diyarbakir in Turchia ha ucciso dieci persone, tra cui sette bambini, e ferito altre 14. La pista della resistenza kurda era stata avanzata sulle prime da alcuni funzionari di polizia, secondo i quali l’ordigno sarebbe esploso per errore. Il sindaco della città, abitata in maggioranza da kurdi, ha definito l’episodio una provocazione per far fallire le speranze di pace. Diyarbakir, capitale virtuale del Kurdistan turco, è da tempo teatro delle attività della guerriglia che si batte per l’indipendenza della regione. Proprio nei giorni scorsi il principale partito filo-kurdo, il DTP, aveva fatto appello al PKK affinché dichiarasse un cessate il fuoco.

Dolore e costernazione per i morti di Diyarbakir sono stati espressi dal primo ministro turco Erdoggan, che pure, al suo arrivo al potere, aveva promesso di affrontare la questione kurda. Nel solo 2006 gruppi armati kurdi hanno rivendicato la paternità di 16 attentati dinamitardi in tutta la Turchia; attentati che hanno provocato 12 morti e oltre 200 feriti.