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Esplosione a Diyarbakir, 11 morti. La pista curda non convince molti

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Esplosione a Diyarbakir, 11 morti. La pista curda non convince molti

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È salito a 11 il numero delle vittime dell’esplosione di ieri sera a Diyarbakir, in Turchia. Quattro delle persone che erano rimaste ferite non sono sopravvissute. Fra i morti ci sono almeno cinque bambini. C‘è molta confusione sulle responsabilità e sulla dinamica dei fatti: se la polizia dice di privilegiare la pista del Pkk, non ci sono state finora rivendicazioni, e un attentato da parte dei separatisti curdi nella capitale virtuale del Kurdistan turco sembra improbabile a molti.

Non è nemmeno del tutto chiaro che cosa sia successo. Una bomba è esplosa alla fermata di un autobus nel quartiere di Baglar, alla periferia della città. La polizia sostiene però che l’ordigno fosse destinato altrove e che sia esploso per errore, uccidendo anche il militante che lo trasportava. Secondo altre fonti, la bomba sarebbe stata azionata da un telecomando.

Nelle scorse settimane, diversi attentati hanno insanguinato la Turchia, soprattutto in località turistiche. A rivendicarli sono stati i Falchi per la Liberazione del Kurdistan. Lunedì il Dtp, il maggiore partito curdo del paese, ha lanciato un appello al Pkk perché dichiari il cessate il fuoco.