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Bush in crisi di consenso difende la lotta al terrorismo

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Bush in crisi di consenso difende la lotta al terrorismo

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La Casa Bianca aveva promesso che la politica sarebbe rimasta fuori dalla commemorazione dell’11 settembre. Ma con un indice di gradimento ai minimi storici, il presidente Bush, qui in visita al Pentagono, non ha perso l’occasione per difendere la lotta al terrorismo. In gioco è il mantenimento della sua maggioranza al Congresso. “Mi chiedono sovente che cosa ci facciamo in Iraq, se Saddam Hussein non era responsabile per gli attentati dell’11 settembre. La mia risposta è che Saddam rappresentava una minaccia. A dispetto degli errori che abbiamo commesso in Iraq, lo sbaglio più grande sarebbe pensare che, ritirandoci, i terroristi ci lascerebbero in pace. Non lo farebbero. La sicurezza dell’America dipende dall’esito di questa guerra”.

A cinque anni dalla ferita inflitta dai terroristi, gli americani si sono fermati ieri per ricordare le vittime: più di 2.700 solo nel crollo delle Torri Gemelle. Ma i giorni in cui il paese si stringeva unito attorno al suo presidente sono orami alle spalle. E hanno lasciato il posto a un dissenso crescente. Con Osama bin Laden ancora in fuga e i soldati impantanati in Iraq, l’esito delle elezioni di metà mandato, a novembre, rimane un’incognita.