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Matti Vanhanen, Primo Ministro finlandese

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Matti Vanhanen, Primo Ministro finlandese

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La Finlandia è presidente di turno dell’Unione europea, e gestisce una fase difficile, caratterizzata dalla crisi libanese e dall’impasse delle istituzioni europee dopo il “no” referendario di Francia e Olanda alla Costituzione, di cui
Matti Vanhanen, il primo ministro di Helsinki, è uno degli autori. Quest’anno Vanhanen si era candidato alla presidenza finlandese, perdendo. Ha concesso un’intervista a EuroNews: rispondendo alle domande della collega Paivi Suhonen il primo ministro non si nasconde i primi, ma valuta positivamente quanto fatto finora.

Päivi Suhonen, EuroNews: La Finlandia ha inaugurato il primo luglio la sua presidenza dell’Unione europea. Qual è il bilancio del primo trimestre?

Matti Vanhanen, Primo Ministro finlandese: Naturalmente, l’evento più forte è stata la crisi libanese. Non era possibile prevederla, ma eravamo pronti ad affrontare delle crisi internazionali importanti, e questa ha colpito improvvisamente. Non abbiamo agito esattamente nel modo desirato, nemmeno per i grandi paesi, ma abbiamo dato la priorità all’unità nell’Ue, pur difendendo il nostro punto di vista.

Päivi Suhonen, EuroNews: Il primo gennaio del 2007, avremo probabilmente due nuovi membri dell’Unione, e cioè la Romania e la Bulgaria. Che importanza ha per la Finlandia l’arrivo di questi due nuovi membri?

Matti Vanhanen, Primo Ministro finlandese: Naturalmente anche questo è importante. Tanto più – ed è un fatto altamente simbolico – la scadenza decisiva sulla strada della loro adesione si è avuta sotto la precedente presidenza finlandese. Ora, se riusciremo a concludere i negoziati durante la presidenza attuale, sarà un’ottima cosa.

Päivi Suhonen, EuroNews: Lei ha rievocato i fatti salienti della precedente presidenza finlandese, e allora parliamo della Turchia. Potrà, un giorno, soddisfare tutti i criteri per l’adesione?

Matti Vanhanen, Primo Ministro finlandese: In questo momento, non li soddisfa. ma credo e spero che un giorno lo possa fare.
È importante per la stabilità dell’Europa e dei paesi vicini che la Turchia – un grande paese – possa raggiungere gli standard europei e sviluppare la propria società su queste basi. Questo potrà solo rafforzare la stabilità politica in Europa. Capisco il punto di vista secondo il quale la Turchia non soddisfa i criteri d’adesione in questo momento, ma voglio che siano tutti pronti a cambiare idea una volta che la Turchia avrà raggiunto un livello sufficiente. Bisogna pensare a una Turchia che sia in grado di aderire, e non alla Turchia attuale.

Päivi Suhonen, EuroNews: Dove si tracceranno le frontiere dell Unione europa, fin dove si può andare?

Matti Vanhanen, Primo Ministro finlandese: La Finlandia vuole evitare questo dibattito sulle frontiere, perche bisogna prendere in considerazione i paesi che potrebbero restare dall’altra parte della frontiera, ed è un problema.
Preferisco sottolineare il vecchio principio europeo che dice che tutti i paesi europei che soddisfano i criteri e gli standard dell’Unione europea, devono avere il diritto di entrare.

Päivi Suhonen, EuroNews: Ci sono dieci nuovi paesi membri nell’Unione. Come si sono adattati al nuovo contesto? Sono stati espressi, per esempio, dei timori per la direttiva sui servizi. E poi si è discusso sul numero di immigrati da questi nuovi paesi. Gran Bretagna e Irlanda ne hanno accolti moltissimi. Invece la Finlandia ha aperto le sue frontiere solo l’estate scorsa, e non ne ha molti. Tutti questi timori erano infondati?

Matti Vanhanen, Primo Ministro finlandese: Il problema non è tanto nei paesi che, grazie al loro sviluppo economico, possono accogliere della manodopera per rimediare alla mancanza di lavoratori nel paese. Il problema sembra essere piuttosto nei paesi che devono fornire questa manodopera. È lì, il problema. Soprattutto se si tratta di manodopera qualificata, e dunque di una fuga di cervelli. Si tratta di persone con una buona formazione. E soprattutto i giovani, finche restano nella loro società d’origine, possono sperare di raggiungere un livello di vita più elevato. Se gli effetti positivi dell’ingresso nell’Unione continueranno, sarà il miglior modo di impedire queste migrazioni.

Päivi Suhonen, EuroNews: Lei ha partecipato alla redazione del testo della Costituzione europea, che oggi è bloccata. Cosa si dovrebbe fare per rilanciarla?

Matti Vanhanen, Primo Ministro finlandese: Una vera soluzione potrà essere trovata solo nel 2008. Si tratta dunque di un dibattito piuttosto lungo.

Päivi Suhonen, EuroNews: Ma la Finlandia ratificherà la Costituzione già in autunno?

Matti Vanhanen, Primo Ministro finlandese: La Finlandia, come la gran parte degli altri paesi membri, esprimerà il suo punto di vista su questo testo già negoziato.
Perché ne abbiamo il diritto, perché vogliamo dire la nostra su questo testo negoziato, dire se è buono o no.

Päivi Suhonen, EuroNews: Ma non entrerà mai in vigore con il testo attuale?

Matti Vanhanen, Primo Ministro finlandese: È possibile, ma nonostante questo noi abbiamo il diritto di dire la nostra su questo accordo. Non si può immaginare che un paese che si è espresso in senso negativo abbia il diritto di parlare per noi, gli altri. È bene che i paesi che vogliono definire la loro opinione lo facciano. Questo avrà anche un’influenza sul processo finale.

Päivi Suhonen, EuroNews: Parliamo del prossimo vertice di Lahti, in ottobre. La Finlandia ha invitato il presidente russo Putin, e si parlerà di energia. In questo campo, gli europei dipendono troppo dalla Russia?

Matti Vanhanen, Primo Ministro finlandese: In materia di relazioni internazionali, dipendiamo tutti gli uni dagli altri. Soprattutto nelle relazioni economiche. Si può solo dire che la tendenza per il futuro è l’accrescimento di questa dipendenza.

Päivi Suhonen, EuroNews: Ma come?

Matti Vanhanen, Primo Ministro finlandese: Per esempio, il successo della Finlandia – perche abbiamo avuto successo – si fonda in gran parte sulla dipendenza economica esterna degli altri paesi. È una dipendenza reciproca.
La Russia si procura un reddito vendendo energia, ed è nel suo interesse essere un venditore d’energia il più affidabile possibile. L’interesse degli europei è garantirsi un accesso a lungo termine alle risorse energetiche, vegliando a che si consenta al mercato di definire i prezzi. Quindi, il nostro interesse è ottenere energia dal nord, dall’est e dal sud. L’Europa deve sviluppare le reti di fornitori d’energia in più direzioni, per non
dipendere da una sola fonte.