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Blair contestato sprona i Labour a restare uniti

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Blair contestato sprona i Labour a restare uniti

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Molto rumore per nulla. Dopo la tanto attesa dichiarazione sulle dimissioni del Premier britannico Tony Blair – per cui non c‘è ancora una data precisa – non si placano malumori e proteste all’interno dei labour e non solo. All’esterno della sala convegni in cui s‘è celebrato il decimo anniversario della Progress Organisation, think-tank dei blairisti, non sono mancate le contestazioni.

Ma il Primo ministro ha esortato i suoi a non disperdere le energie del partito nelle diatribe interne: “La buona notizia è che siamo a 3 anni dalle elezioni e possiamo recuperare” ha detto Blair. “Ma per farcela non dobbiamo comportarci come abbiamo fatto la scorsa settimana, ma come abbiamo fatto nel 1997, quando eravamo assetati di potere, quando capivamo che al centro devono stare i cittadini e il Paese e non noi stessi”.

La caduta di popolarità di Blair – che oggi partirà per il Medio Oriente – e la crisi del Labour Party, sono al culmine dopo l’annuncio che il Premier lascerà il potere entro 12 mesi. Ampie fasce di laburisti e un’opinione pubblica sembre più scontenta vorrebbero un avvicendamento i tempi più brevi.