ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Bush ammette l'esistenza delle prigioni segrete della Cia

Lettura in corso:

Bush ammette l'esistenza delle prigioni segrete della Cia

Dimensioni di testo Aa Aa

Alla fine lo ha ammesso: le prigioni segrete della Cia all’estero esistono veramente. Il presidente americano George Bush ha però assicurato che gli agenti segreti hanno trattato i prigionieri umanamente e senza ricorrere a torture.

“In alcuni casi abbiamo determinato che si trattava di individui che rappresentavano una minaccia o erano in possesso di informazioni di cui noi o i nostri alleati avevamo bisogno per prevenire nuovi attentati”.

“In questi casi è stato necessario trasferire questi inidvidui in luoghi dove potevano essere detenuti in segreto, interrogati da esperti e, quando appropriato, perseguiti per terrorismo”.

“Un numero ristretto di terroristi catturati durante la guerra sono stati tenuti prigionieri e interrogati al di fuori degli Stati Uniti nell’ambito di uno specifico programma della Cia”.

Bush non ha specificato la localizzazione delle prigioni. Anche se in molti sospettano paesi dell’est Europa, meta di voli segreti.

Il capo della Casa Bianca ha anche annunciato che quattordici sospetti finora nelle mani della Cia saranno trasferiti a Guantanamo.

In questa prigione, che non sarà chiusa, dovrebbero essere processati dalle nuove commissioni militari che Bush ha chiesto al parlamento di istituire.