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Truppe turche in Libano: pro e contro di una scelta controversa

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Truppe turche in Libano: pro e contro di una scelta controversa

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Nonostante un’opinione pubblica decisamente contraria, perché vede le truppe in Libano come un favore fatto ad Israele. Nonostante i costi elevati. E nonostante una situazione che rischia di rivelarsi particolarmente delicata. Nonostante tutto, il governo turco invia dunque le sue truppe in Libano.
Precisando che si tratta di missione di pace, e solo quella.

Se dovesse verificarsi uno scontro a fuoco con i miliziani Hezbollah, le truppe verrebbero immediatamente ritirate, ha promesso il governo al Parlamento, che solo così ha potuto votare a favore. L’esecutivo è in mano all’Akp, partito di ispirazione islamica: nel 2003 buona parte dei deputati di questo partito si oppose all’uso delle basi turche da parte delle forze americane impegnate in Iraq.

L’esercito, di ragioni per andare in Libano, ne vede abbastanza: la partecipazione alla Unifil è un modo per accrescere l’influenza internazionale della Turchia, consente anche di sorvegliare meglio il vicino Iran, i cui progetti nucleari preoccupano la leadership militare turca.

Non è la prima volta, comunque: i soldati turchi sono andati in Bosnia, in Kosovo, sono presenti come terza forza, e l’unica di un Paese musulmano, in Afghanistan.

L’opinione pubblica turca non ha grande simpatia per gli Stati Uniti, non ama molto Israele, ma i rapporti con il vicino israeliano, per Ankara, sono fondamentali. Primo partner commerciale, e soprattutto partner strategico in campo energetico e militare.

La Turchia fa parte della Nato, ed aspira ad entrare nell’Unione Europea: inviando le truppe in Libano, i dirigenti turchi sperano di mettere in evidenza l’importanza geo-strategica del paese.

L’Europa, secondo Ankara, dovrebbe comprendere l’importanza di avere al suo interno un grande Paese musulmano, ma politicamente laico, come la Turchia. E se i negoziati per l’adesione sembrano bloccati dalla questione cipriota, il governo guidato da Recep Tayyip Erdogan non nasconde la speranza che la leva per sbloccare il negoziato possa essere proprio la missione in Libano: missione, non a caso, guidata dagli europei.